- Bea Bonafini,
- Andrea Martinucci,
- Serena Vestrucci
ArtVerona
14 – 16 Ottobre, 2022
Main Section
Pad. 12 – Booth H7

In occasione di ArtVerona 2022, Renata Fabbri è lieta di presentare la ricerca di Bea Bonafini (Bonn,1990), Andrea Martinucci (Rome, 1991) and Serena Vestrucci (Milan, 1986), artisti rappresentati dalla galleria. Il progetto raccoglie una selezione di nuove opere pittoriche e scultoree che generano uno scambio dinamico tra diversi linguaggi espressivi.
Il lavoro lavoro di Bea Bonafini attraversa diversi medium, spaziando tra pittura, disegno, scultura, ceramica, arazzo e l’utilizzo del tessuto, ampliandone le rispettive interrelazioni formali. Snodandosi tra visioni oniriche, sovrapposizioni personali e antiche mitologie, la sua pratica è profondamente interdisciplinare e abitata da mondi tattili e intimi dove sensualità, vulnerabilità e fantasia danno forma scenari vorticosi, spesso frammentati e stratificati. Evanescenti e trascendentali, le sue figure fanno riferimento ad un immaginario spirituale in cui corpi fluidi si scontrano, si dissolvono, nuotano, volano e cadono, aprendosi ad incontri tra il terreno e l’ultraterreno. Nelle sue installazioni, Bonafini apre a prospettive olistiche in stretto dialogo con l’architettura, dove lo spazio è agito come un’estensione del lavoro che avvolge interamente l’osservatore.
Il fare artistico di Andrea Martinucci si nutre di assemblaggi e intricate sovrapposizioni pittoriche capaci di generare ambientazioni rarefatte e surreali. Attraverso processi di lacerazione, frammentazione e ricomposizione dell’immagine, l’artista crea narrazioni metaforiche non lineari che utilizzano l’umorismo, l’assurdità e la poesia per esplorare temi come l’amnesia, il trauma e la sublimazione. Nel tentativo di ipotizzare forme e dimensioni “altre” di esistenza, Martinucci interroga l’ordinarietà della realtà circostante accogliendo attraverso il medium pittorico tutto ciò che è fortuito ed ignoto. Guanti in lattice, sedie, scarpe, elementi vegetali – detriti di una società che accelera inesorabilmente verso il proprio collasso – sono i soggetti ricorrenti nei suoi lavori. Attingendo da inconsce reminiscenze che emergono sotto forma di libere associazioni, Martinucci invita lo spettatore ad esplorare mondi indefiniti e sospesi, nuovi spazi entro cui maturare una maggiore consapevolezza del proprio io interiore.
Scavando nell’interstizio dell’esperienza quotidiana e ispirandosi a incontri fortuiti con oggetti comuni, i lavori di Serena Vestrucci (Milano, 1986) interrogano e trasformano l’ordinario, attraverso l’utilizzo di molteplici processi artistici e paradossi linguistici. Attratta da artefatti, situazioni, immagini e materiali estrapolati della vita di tutti i giorni (come bandiere, pastelli, calamari fritti, frutta di stagione), l’artista fa di questi il soggetto e la materia prima dell’esperienza artistica. Modificandoli e traslandoli in campi di azione diversi dal loro contesto di origine, Vestrucci focalizza l’attenzione su di essi, mutandone le sembianze e caricandoli di nuovi significati, in una poetica istantanea e illusoria, appena visibile e solo apparentemente semplice. Il risultato sono lavori che, nella loro immediatezza visiva, sovvertono la percezione dell’opera d’arte, variandone il valore semantico e invitando l’osservatore a ripensare il modo in cui osserva ed interpreta ciò che lo circonda. Investite di una sottile ironia nei confronti della contemporaneità, le opere di Vestrucci scavano nell’ovvietà delle piccole cose, restituendo voce a ciò che è spesso nascosto, dimenticato o messo da parte. Attraverso un linguaggio giocoso, ma al tempo stesso schietto e provocante, l’artista eleva l’equivoco a fondamento necessario per una più attenta comprensione della realtà.
Serena Vestrucci, Testa di cavolo, 2021 – 2022Bronzo, quattro mesi, dimensioni variabili
Serena Vestrucci, Testa di cavolo, 2021- 2022Bronzo, quattro mesi, dimensioni variabili
Serena Vestrucci, Testa di cavolo, 2021- 2022Bronzo, quattro mesi, dimensioni variabili
Serena Vestrucci, Testa di cavolo, 2021- 2022Bronzo, quattro mesi, dimensioni variabili
Serena Vestrucci, Batter d’occhio, 2021Battito di ciglia su tela, tempera, due giorni, 60x50 cm. Ph. Alberto Fanelli
Serena Vestrucci, Trucco, 2022Ombretto su tela, tre giorni, 100x70 cm
Serena Vestrucci, Trucco, 2022Ombretto su tela, tre giorni, 100x70 cm.
Serena Vestrucci, Trucco, 2022Ombretto su tela, due giorni, 45x35cm.
Serena Vestrucci, Trucco, 2022Ombretto su tela, un giorno, 45x35cm
Serena Vestrucci, Batter d’occhio, 2022Battito di ciglia su tela, tempera, due giorni, 45x35 cm. Ph. Alberto Fanelli
Serena Vestrucci, Batter d’occhio, 2022Battito di ciglia su tela, tempera, una settimana, 35x25 cm. Ph. Alberto Fanelli
Serena Vestrucci, Batter d’occhio, 2021Battito di ciglia su tela, tempera, una settimana, 100x100 cm. Ph. Alberto Fanelli
Bea Bonafini, Birds Fled From Me, 2022Pastelli su tappeto intarsiato, 150x180 cm































