ArtVerona 2022

ArtVerona 2022
14-16.10.2022

Preview su invito: 13 ottobre 2022 (ore 18-21) 
Main Section
Pad.12 – H7 

Artisti:
Bea Bonafini 
Andrea Martinucci
Serena Vestrucci

In occasione di ArtVerona 2022, Renata Fabbri è lieta di presentare le ricerche degli artisti Bea Bonafini (Bonn,1990), Andrea Martinucci (Roma, 1991) e Serena Vestrucci (Milano, 1986). Concepito come una tripla personale, il progetto riunisce una selezione di lavori pittorici e scultorei, inediti ed antecedenti, che in dialogo nello stand della fiera, danno corpo a uno scambio dinamico tra differenti linguaggi e mezzi espressivi.

Affondando le proprie radici nella ricerca compositiva e iconografica che definisce la formazione pittorica dell’artista, la ricerca di Bea Bonafini si articola in maniera trasversale, spaziando tra medium, linguaggi e fisicità eterogenee. Servendosi di materiali intrinsecamente legati al corpo e alla sfera intima del soggetto, l’artista trasla il proprio registro pittorico ad una dimensione ambientale, coniugando installazioni avvolgenti ad una fauna di oggetti e configurazioni scultoree camaleontiche. Le opere di Bonafini si compongono di tessuti, tappezzerie e altri materiali in grado di proiettare l’osservatore in uno spazio confortevole: un luogo che incarni la sacralità e la familiarità della dimensione domestica, sancendo un incontro tanto fisico quanto spirituale con l’opera. Sovrapponendo storia dell’arte antica e moderna, identità fluide, religione e artigianalità dei materiali, l’artista esplora modalità per porre l’osservatore psicologicamente e fisicamente al centro dell’opera, interrogando la tangibilità e l’intimità di un’opera d’arte e la sua capacità di formulare nuove mitologie e possibilità materiche.

Il processo artistico di Andrea Martinucci si nutre di assemblaggi e intricate sovrapposizioni pittoriche capaci di generare ambientazioni rarefatte e surreali. Attraverso processi di lacerazione, frammentazione e ricomposizione dell’immagine, l’artista crea narrazioni metaforiche non lineari che utilizzano l’umorismo, l’assurdità e la poesia per esplorare temi come l’amnesia, le esperienze traumatiche e i processi di sublimazione. Nel tentativo di ipotizzare forme e dimensioni “altre” di esistenza, Martinucci interroga l’ordinarietà della realtà circostante accogliendo, attraverso il medium pittorico, tutto ciò che è fortuito ed ignoto. Guanti in lattice, sedie, scarpe, elementi vegetali – detriti di una società che accelera inesorabilmente verso il proprio collasso – sono i soggetti ricorrenti dei lavori dell’artista. Attingendo da inconsce reminiscenze che emergono sotto forma di libere associazioni, Martinucci invita lo spettatore ad esplorare mondi indefiniti e sospesi, nuovi spazi entro cui maturare una maggiore consapevolezza del proprio Sè interiore.

Scavando nell’interstizio dell’esperienza quotidiana e ispirandosi ad incontri fortuiti con oggetti comuni, i lavori di Serena Vestrucci interrogano e trasformano l’ordinario, attraverso l’utilizzo di molteplici processi artistici e paradossi linguistici atti a sorprendere lo sguardo di chi li osserva. Attratta da artefatti, situazioni, immagini e materiali estrapolati della vita di tutti i giorni, l’artista fa di questi il soggetto e la materia prima dell’esperienza artistica. Modificandoli e traslandoli in campi di azione diversi dal loro contesto di origine, Vestrucci focalizza l’attenzione su di essi, mutandone le sembianze e caricandoli di nuovi significati, in una poetica istantanea e illusoria, appena visibile e solo apparentemente semplice. Il risultato sono lavori che, nella loro immediatezza visiva ed intrigante schiettezza formale, sovvertono la percezione dell’opera d’arte, variandone il valore semantico ed invitandoci, di conseguenza, a ripensare il modo in cui osserviamo ed interpretiamo ciò che ci circonda. Investite di una sottile ironia nei confronti della contemporaneità, le opere di Vestrucci scavano nell’ovvietà delle piccole cose, restituendo voce a ciò che è spesso nascosto, dimenticato o messo da parte. Attraverso un linguaggio ingenuo e giocoso ma al tempo stesso schietto e provocante, l’artista eleva l’equivoco a fondamento necessario per una più attenta comprensione della realtà.

BIOGRAFIE

Bea Bonafini (1990, Bonn, Germania) vive e lavora tra Londra e Roma. Nel 2014 ha conseguito una laurea in Belle Arti presso la Slade School of Fine Art e nel 2016 un master in pittura presso il Royal College of Art di Londra. Tra le mostre personali si segnalano: Unearthly, Nosbaum Reding, Luxembourg (2022); Animals of Your Lip, Bosse & Baum, Londra; A Monstrous Fruit, Setareh, Berlino (2022); Ghosts for a Post-modern Tale, LAAA, Mexico City (2022); Luna Piena (Stomaco Vuoto), Renata Fabbri, Milano (2021); Sfiorare Fantasmi, Eduardo Secci, Firenze (2021); Twin Waves, Operativa, Roma (2020); Chimère, Chloe Salgado, Parigi (2019); Talk to the Hand, Bosse & Baum, Londra (2019); Ogni pensiero vola, Renata Fabbri arte contemporanea, Milano (2018); Shed Shreds, Lychee One Gallery, Londra (2018); Dovetail’s Nest, Zabludowicz Collection, Invites, Londra (2017); A World of One’s Own, Fieldworkds Gallery, Londra (2017). L’artista ha partecipato a numerose residenze artistiche fra le quali: Alkinois art residency, Athens (2022); TAC art residency, Tuscany (2022); Palazzo Monti, Brescia (2021); Rosa Lee Travel Grant, British School a Roma (2020); Abbey Scholarship, British School a Roma (2019-2020); La Berlugane-Maleki Residency and Commission. Beaulieu-sur-Mer, Francia (2019); Platform Southwark Studio Residency, Londra (2018), Fibra Residency, Colombia (2018), Fieldworks Studio Residency, Londra (2017), Villa Lena, Italia (2016) e The Beekeepers Residency, Portogallo (2015).

Andrea Martinucci (1991, Roma) è un artista visivo che vive e lavora tra Milano e Roma. Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni e spazi sperimentali come Institut Français – Palazzo delle Stelline (Milano, 2016); IIC Los Angeles (Los Angeles, 2022); Mattatoio (Roma, 2016); Palazzo Reale (Milano, 2019); Tang Contemporary Art (Hong Kong, 2020); FuturDome (Milano, 2017); Palazzo delle Esposizioni (Roma, 2012); VUNU Gallery (Kosice, 2020); ZETA Contemporary Art Center (Tirana, 2021); Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce (Genova, 2012); Museo d’Arte e Archeologia della Maremma (Grosseto, 2017); Fondazione Pastificio Cerere (Roma, 2012) e In De Ruimte Space (Gent, 2019). Nel 2020 è stato tra i vincitori di Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere (MAECI-DGSP/ MiC-DGCC), con Turbomondi (Melodia), una video installazione destinata alla Collezione Pubblica dell’Istituto Centrale per la Grafica, Roma. Ha preso parte a diversi progetti, tra i quali: Tonight we are young – New Italian Art, Triennale (Milano, 2022); Fenomeno Pasquarosa, La Fondazione – Fondazione Nicola Del Roscio (Roma, 2020); MANIFesta – Iniziative di II, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma (Roma, 2021); Rereading the Archive, Fondazione ICA (Milano, 2022) e SPRINT, O’ Space (Milano, 2017).

Serena Vestrucci (Milano, 1986). Dopo la laurea triennale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, si trasferisce a Venezia, dove nel 2011 vince la residenza presso gli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa e nel 2013 consegue la laurea magistrale in Progettazione e Produzione delle Arti Visive all’Università IUAV di Venezia. Serena Vestrucci ha esposto il proprio lavoro in mostre personali presso numerose istituzioni italiane tra cui: Galleria Renata Fabbri, Milano (2021); Galleria FuoriCampo, Siena (2018); G.A.M Galleria d’Arte Moderna, Verona (2017); Museo Archeologico Salinas, Palermo (2017); Marsèlleria Permanent Exhibition, Milano (2016); Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2015); Galleria Ottozoo, Milano (2013). Tra le mostre collettive si segnalano quelle tenute presso: Fondazione Stefan Gierowski, Varsavia, PL (2022); Fondazione Made in Cloister, Napoli (2022); Fondazione Imago Mundi, Treviso (2021); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2020); Mwuseo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2020 e 2015); Palazzo Del Medico, Carrara (2020); Museo della Fondazione Michetti, Francavilla al mare, Chieti (2020); Casa Testori, Novate Milanese (2019); Blitz, Valletta, Malta (2019); Istituto Italiano di Cultura, New York, USA (2018); Istituto Italiano di Cultura, Londra, GB (2018); Museo Santa Maria della Scala, Siena (2018); Palazzo Reale, Milano (2017 e 2015); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2017, 2012 e 2010); FRISE Künstlerhaus, Amburgo, D (2014); Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (2014); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2014); G.A.M Galleria d’Arte Moderna, Milano (2012); Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia (2012); Stedelijk Museum, ‘S–Hertogenbosch, NL (2011). Nel 2017 vince la diciottesima edizione del Premio Cairo e viene selezionata dal Comune di Milano per la realizzazione di un’opera pubblica permanente nell’ambito della commissione di arte pubblica ArtLine Milano.