Biografia

Stefano Arienti nasce ad Asola, provincia di Mantova, nel 1961. Vive e lavora a Milano.
Dopo la laurea in Agraria a Milano, Stefano Arienti si avvicina al mondo artistico frequentando la Brown Boveri, fabbrica abbandonata nel quartiere di Isola a Milano, che diventa luogo di incontro e sperimentazione per i giovani artisti.
Fin dall’inizio la sua vocazione artistica è rivolta verso la rielaborazione e trasformazione di immagini ed oggetti di uso comune. Manipolando materiali poveri e di uso comune – tra i quali: la carta, i libri, le immagini di cartoline, poster, fotocopie, plastica o stoffa –  che trasforma attraverso intuizioni personali e processi sempre nuovi, che spesso rendono l’opera irriconoscibile da come era l’oggetto in origine. Opere che stupiscono lo spettatore e lo invitano a riflettere e ne stimolano anche l’interazione.
Molto importante per la maturazione artistica di Stefano Arienti, è l’incontro con Corrado Levi, gli fa apprezzare il lavoro degli artisti  influenzati dall’Arte Povera. Tra tutti Alighiero Boetti, per il quale ci sono delle citazioni anche nei suoi lavori. Ha avuto una forte influenza anche Tony Cragg con il suo modo di riutilizzo dei rifiuti.

Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive: CasaMadre Arte Contemporanea, Napoli (2020); Francesco Pantaleone, Palermo (2019); Museion, Bolzano (2011); Galleria Massimo Minini, Brescia (2010); Palazzo Ducale, Mantova (2009); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2008); Isabella Stewart Gardner Museum, Boston (2007); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Lehmann Maupin, New York (2005); greengrassi, Londra; MAXXI, Roma (2004); Castello di Rivoli, Rivoli, Torino (2001); Biennale di Venezia (Aperto 1990, 1993); Biennale di Istanbul (1992); Museo Reina Sofia, Madrid (1994); XII Quadriennale di Roma (1996); Centre d’Art Contemporain, Ginevra; ICA, Londra (1997); Biennale di Gwangju (2008); XV Quadriennale di Roma (2008).

Stefano Arienti nasce ad Asola, provincia di Mantova, nel 1961. Vive e lavora a Milano.
Dopo la laurea in Agraria a Milano, Stefano Arienti si avvicina al mondo artistico frequentando la Brown Boveri, fabbrica abbandonata nel quartiere di Isola a Milano, che diventa luogo di incontro e sperimentazione per i giovani artisti.
Fin dall’inizio la sua vocazione artistica è rivolta verso la rielaborazione e trasformazione di immagini ed oggetti di uso comune. Manipolando materiali poveri e di uso comune – tra i quali: la carta, i libri, le immagini di cartoline, poster, fotocopie, plastica o stoffa –  che trasforma attraverso intuizioni personali e processi sempre nuovi, che spesso rendono l’opera irriconoscibile da come era l’oggetto in origine. Opere che stupiscono lo spettatore e lo invitano a riflettere e ne stimolano anche l’interazione.
Molto importante per la maturazione artistica di Stefano Arienti, è l’incontro con Corrado Levi, gli fa apprezzare il lavoro degli artisti  influenzati dall’Arte Povera. Tra tutti Alighiero Boetti, per il quale ci sono delle citazioni anche nei suoi lavori. Ha avuto una forte influenza anche Tony Cragg con il suo modo di riutilizzo dei rifiuti.

Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive: CasaMadre Arte Contemporanea, Napoli (2020); Francesco Pantaleone, Palermo (2019); Museion, Bolzano (2011); Galleria Massimo Minini, Brescia (2010); Palazzo Ducale, Mantova (2009); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2008); Isabella Stewart Gardner Museum, Boston (2007); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Lehmann Maupin, New York (2005); greengrassi, Londra; MAXXI, Roma (2004); Castello di Rivoli, Rivoli, Torino (2001); Biennale di Venezia (Aperto 1990, 1993); Biennale di Istanbul (1992); Museo Reina Sofia, Madrid (1994); XII Quadriennale di Roma (1996); Centre d’Art Contemporain, Ginevra; ICA, Londra (1997); Biennale di Gwangju (2008); XV Quadriennale di Roma (2008).

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    Stefano Arienti
    Stefano Arienti, Stefano Arienti
    Ph. Edoardo Sardano
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