Sophie Westerlind
La ricerca pittorica di Sophie Westerlind (Stoccolma,1985) si concentra sull’esplorazione del linguaggio corporeo e dei rapporti umani. Realizzati a partire da sedute di posa dal vero o ispirandosi a fotografie, i suoi dipinti ad olio riflettono la sensibilità che l’artista dedica alle persone, al loro modo di esprimersi, di relazionarsi e di abitare i luoghi. Essi spaziano dalla rappresentazione di figure umane colte in istanti di vita ordinaria, alla suggestione di ambienti spogli ma densi di vissuto personale.
In modo particolare, il genere pittorico del ritratto consente a Westerlind di immergersi nella profondità delle relazioni umane attraverso la resa di dettagli che rivelano l’interiorità dei soggetti raffigurati e lasciano trapelare, al contempo, l’intimità che l’artista ha instaurato con loro. Questi sono amici, familiari o conoscenti che, per vari motivi, attraversano la vita di Westerlind e diventano, in modo del tutto spontaneo e intuitivo, suoi stretti interlocutori. Mediante un linguaggio empatico, l’artista trasmette la tenerezza percepita nei loro volti, espressioni, gesti e atteggiamenti, trasformando la pittura in un riflesso intimo delle emozioni e delle esperienze condivise: un esercizio di interazione e collaborazione con gli altri.
Questa sensibilità è amplificata da uno stile espressivo fortemente materico, in cui le pennellate, intense e abbondanti di impasto, si stratificano e si amalgamano sulla superficie pittorica. Il tratto veloce, la fluidità e la spontaneità del segno conferiscono ai suoi dipinti un senso di immediatezza e vitalità che richiama la dinamicità dei sentimenti e dei rapporti umani. L’utilizzo vibrante della luce e del colore, così come l’attenzione per l’espressività corporea, si rifanno all’influenza dei grandi maestri rinascimentali, come Tiziano e Tintoretto, ai quali Westerlind attinge fin dal suo approdo a Venezia.
Se, da un lato, i dipinti di Westerlind mettono in scena un intenso e ravvicinato confronto con i soggetti ritratti nel tentativo di afferrare l’emotività racchiusa nei loro corpi, dall’altro essi manifestano la ricerca impellente di un “corpo a corpo” con la pittura e la materia di cui è costituita. Questa profonda interazione con il medium pittorico si traduce in opere dense e corpose, in cui il colore sembra “eccedere” la superficie, conferendo “corporeità” a sentimenti e attimi fugaci.
Sophie Westerlind vive e lavora a Venezia. Ha studiato a Londra, dove si è laureata presso la Central Saint Martins (2011) e il Royal College of Art (2013). ll suo forte interesse per l’anatomia e il rinascimento veneziano la conducono a Venezia, dove consegue la laurea presso l’Accademia di Belle Arti (2018).
Nel 2019 ottiene una una borsa nazionale per i suoi disegni ispirati a Tintoretto dalla Royal Academy of Fine Arts a Stoccolma. Ha recentemente concluso la residenza presso la Cité Internationale des Arts a Parigi.
Tra le recenti mostre personali e collettive si ricordano: Spring Salon, Liljevalchs Konsthall, Stoccolma (2024); She affects us, indeed, Istituto Svedese, Roma (2023); You danced on the carpet and waited for her, Galerie Norbert Arns, Colonia (2023); Venice Time Case, Monitor Gallery, Roma (2023); Orbe, Galerie Ariane C-Y, Paris (2022); Pensa a Knut!, Casa Testori e Teatro deSidera, Milano (2022); Yes, I used to be a great dancer, Spazio NEUTRO, Reggio Emilia (2022); Venice Time Case, Galleria Tomaso Calabro, Milano (2021); Premio Combat, Livorno (2021); Dialogues 01, Center for Recent Drawing, Londra, UK (2021).
La ricerca pittorica di Sophie Westerlind (Stoccolma,1985) si concentra sull’esplorazione del linguaggio corporeo e dei rapporti umani. Realizzati a partire da sedute di posa dal vero o ispirandosi a fotografie, i suoi dipinti ad olio riflettono la sensibilità che l’artista dedica alle persone, al loro modo di esprimersi, di relazionarsi e di abitare i luoghi. Essi spaziano dalla rappresentazione di figure umane colte in istanti di vita ordinaria, alla suggestione di ambienti spogli ma densi di vissuto personale.
In modo particolare, il genere pittorico del ritratto consente a Westerlind di immergersi nella profondità delle relazioni umane attraverso la resa di dettagli che rivelano l’interiorità dei soggetti raffigurati e lasciano trapelare, al contempo, l’intimità che l’artista ha instaurato con loro. Questi sono amici, familiari o conoscenti che, per vari motivi, attraversano la vita di Westerlind e diventano, in modo del tutto spontaneo e intuitivo, suoi stretti interlocutori. Mediante un linguaggio empatico, l’artista trasmette la tenerezza percepita nei loro volti, espressioni, gesti e atteggiamenti, trasformando la pittura in un riflesso intimo delle emozioni e delle esperienze condivise: un esercizio di interazione e collaborazione con gli altri.
Questa sensibilità è amplificata da uno stile espressivo fortemente materico, in cui le pennellate, intense e abbondanti di impasto, si stratificano e si amalgamano sulla superficie pittorica. Il tratto veloce, la fluidità e la spontaneità del segno conferiscono ai suoi dipinti un senso di immediatezza e vitalità che richiama la dinamicità dei sentimenti e dei rapporti umani. L’utilizzo vibrante della luce e del colore, così come l’attenzione per l’espressività corporea, si rifanno all’influenza dei grandi maestri rinascimentali, come Tiziano e Tintoretto, ai quali Westerlind attinge fin dal suo approdo a Venezia.
Se, da un lato, i dipinti di Westerlind mettono in scena un intenso e ravvicinato confronto con i soggetti ritratti nel tentativo di afferrare l’emotività racchiusa nei loro corpi, dall’altro essi manifestano la ricerca impellente di un “corpo a corpo” con la pittura e la materia di cui è costituita. Questa profonda interazione con il medium pittorico si traduce in opere dense e corpose, in cui il colore sembra “eccedere” la superficie, conferendo “corporeità” a sentimenti e attimi fugaci.
Sophie Westerlind vive e lavora a Venezia. Ha studiato a Londra, dove si è laureata presso la Central Saint Martins (2011) e il Royal College of Art (2013). ll suo forte interesse per l’anatomia e il rinascimento veneziano la conducono a Venezia, dove consegue la laurea presso l’Accademia di Belle Arti (2018).
Nel 2019 ottiene una una borsa nazionale per i suoi disegni ispirati a Tintoretto dalla Royal Academy of Fine Arts a Stoccolma. Ha recentemente concluso la residenza presso la Cité Internationale des Arts a Parigi.
Tra le recenti mostre personali e collettive si ricordano: Spring Salon, Liljevalchs Konsthall, Stoccolma (2024); She affects us, indeed, Istituto Svedese, Roma (2023); You danced on the carpet and waited for her, Galerie Norbert Arns, Colonia (2023); Venice Time Case, Monitor Gallery, Roma (2023); Orbe, Galerie Ariane C-Y, Paris (2022); Pensa a Knut!, Casa Testori e Teatro deSidera, Milano (2022); Yes, I used to be a great dancer, Spazio NEUTRO, Reggio Emilia (2022); Venice Time Case, Galleria Tomaso Calabro, Milano (2021); Premio Combat, Livorno (2021); Dialogues 01, Center for Recent Drawing, Londra, UK (2021).

- Chris Rocchegiani,
- Sophie Westerlind
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L’opera Abbronzatissimi (2023) è entrata ufficialmente nella collezione permanente del Museo Santa Maria della Scala a Siena.
- Sophie Ko
Scuderie e Parco del Castello di Miramare, Trieste
6 dicembre 2024 – 9 novembre 2025
A cura di Melania Rossi
- Giovanni Kronenberg
A cura del Collettivo Curatoriale di studenti della Luiss Business School
COSMO Trastevere, Roma
Piazza di Sant’Apollonia, 13
18 dicembre 2024 – 15 gennaio 2025
Opening 18 dicembre, 19.30 – 22.30
- Giovanni Kronenberg
Palazzo Collicola, Spoleto
14 dicembre – 23 febbraio 2024
Inaugurazione sabato 14 dicembre, ore 11.30
A cura di Saverio Verini











