Gizela Mickiewicz
Esplorando una varietà di mezzi e forme, tra cui scultura, installazione e disegno, la pratica di Gizela Mickiewicz indaga l’orientamento corporeo nel mondo e le svariate modalità con le quali le esperienze interiori, i ricordi, i pensieri e le relazioni interpersonali si riflettono nei gesti, nella postura e nel movimento del corpo, spesso specchio di sentimenti e tensioni emotive.
Per diversi anni il lavoro di Mickiewicz è stato spinto dall’idea di tradurre stati spirituali ed effimeri all’interno di oggetti scultorei servendosi di materiali concreti e spesso brillantemente giustapposti in accostamenti contraddittori (come acciaio e ceramica). Esso si è poi evoluto verso una definizione formale più sintetica, per arrivare allo stadio in cui forma e materia si sono armonizzate con il contenuto, esprimendo la “stessa cosa” e aprendo ad uno spazio di comprensione reciproca e di empatia.
Definite dall’artista come sculture “performative e situazionali”, le sue produzioni più recenti fanno riferimento alla figura umana e alla plasticità dei significati che essa può veicolare. Alcuni lavori enfatizzano anche il ruolo che lo spazio negativo e il vuoto instaurano con i concetti di memoria e di ricordo, spesso intesi come strumenti conoscitivi che intervengono a “completamento” mentale di una scultura dalla forma astratta, volutamente lasciata incompleta e aperta all’interpretazione.
Gizela Mickiewicz (Polonia, 1984) vive e lavora a Varsavia. Ottiene un Master in Fine Arts presso l’accademia di Poznań, Polania. Le mostre personali: L21, Palma di Maiorca (2023); Stereo, Varsavia (2022, 2020, 2017, 2015, 2011); Lucas Hirsch, Düsseldorf (2017); Arsenal, Białystok (2016); Frutta, Roma (2013), BWA Zielona Góra (2013). Tra i progetti collettivi: Lovay Fine Arts, Ginevra (2023); ASP Gallery, Cracovia (2023); Pamoja Foundation, Varsavia (2023); Museum of Textiles, Łódź (2022); ECHO Colonia (2022); Art Encounters Biennial, Public Transport Museum, Timisoara (2021); Kölnischer Kunstverein, Colonia (2022); CAC, Vilnius (2020); Zachęta – National Gallery of Art, Varsavia (2019); BOZAR, Bruxelles (2018); Bureau, New York (2015); Bunkier Sztuki, Cracovia (2015); Kunsthalle Bratislava (2015) e Museo di Arte Moderna, Varsavia (2014). Mickiewicz ha svolto residenze a Gasworks, Londra (2014) e Triangle, New York (2016). È stata tra i finalisti del premio VIEWS – Deutsche Bank Award (2019).
Esplorando una varietà di mezzi e forme, tra cui scultura, installazione e disegno, la pratica di Gizela Mickiewicz indaga l’orientamento corporeo nel mondo e le svariate modalità con le quali le esperienze interiori, i ricordi, i pensieri e le relazioni interpersonali si riflettono nei gesti, nella postura e nel movimento del corpo, spesso specchio di sentimenti e tensioni emotive.
Per diversi anni il lavoro di Mickiewicz è stato spinto dall’idea di tradurre stati spirituali ed effimeri all’interno di oggetti scultorei servendosi di materiali concreti e spesso brillantemente giustapposti in accostamenti contraddittori (come acciaio e ceramica). Esso si è poi evoluto verso una definizione formale più sintetica, per arrivare allo stadio in cui forma e materia si sono armonizzate con il contenuto, esprimendo la “stessa cosa” e aprendo ad uno spazio di comprensione reciproca e di empatia.
Definite dall’artista come sculture “performative e situazionali”, le sue produzioni più recenti fanno riferimento alla figura umana e alla plasticità dei significati che essa può veicolare. Alcuni lavori enfatizzano anche il ruolo che lo spazio negativo e il vuoto instaurano con i concetti di memoria e di ricordo, spesso intesi come strumenti conoscitivi che intervengono a “completamento” mentale di una scultura dalla forma astratta, volutamente lasciata incompleta e aperta all’interpretazione.
Gizela Mickiewicz (Polonia, 1984) vive e lavora a Varsavia. Ottiene un Master in Fine Arts presso l’accademia di Poznań, Polania. Le mostre personali: L21, Palma di Maiorca (2023); Stereo, Varsavia (2022, 2020, 2017, 2015, 2011); Lucas Hirsch, Düsseldorf (2017); Arsenal, Białystok (2016); Frutta, Roma (2013), BWA Zielona Góra (2013). Tra i progetti collettivi: Lovay Fine Arts, Ginevra (2023); ASP Gallery, Cracovia (2023); Pamoja Foundation, Varsavia (2023); Museum of Textiles, Łódź (2022); ECHO Colonia (2022); Art Encounters Biennial, Public Transport Museum, Timisoara (2021); Kölnischer Kunstverein, Colonia (2022); CAC, Vilnius (2020); Zachęta – National Gallery of Art, Varsavia (2019); BOZAR, Bruxelles (2018); Bureau, New York (2015); Bunkier Sztuki, Cracovia (2015); Kunsthalle Bratislava (2015) e Museo di Arte Moderna, Varsavia (2014). Mickiewicz ha svolto residenze a Gasworks, Londra (2014) e Triangle, New York (2016). È stata tra i finalisti del premio VIEWS – Deutsche Bank Award (2019).

- Gizela Mickiewicz,
- Alessandro Teoldi
- Serena Vestrucci
L’opera Abbronzatissimi (2023) è entrata ufficialmente nella collezione permanente del Museo Santa Maria della Scala a Siena.
- Sophie Ko
Scuderie e Parco del Castello di Miramare, Trieste
6 dicembre 2024 – 9 novembre 2025
A cura di Melania Rossi
- Giovanni Kronenberg
A cura del Collettivo Curatoriale di studenti della Luiss Business School
COSMO Trastevere, Roma
Piazza di Sant’Apollonia, 13
18 dicembre 2024 – 15 gennaio 2025
Opening 18 dicembre, 19.30 – 22.30
- Giovanni Kronenberg
Palazzo Collicola, Spoleto
14 dicembre – 23 febbraio 2024
Inaugurazione sabato 14 dicembre, ore 11.30
A cura di Saverio Verini