Biografia

Eva Marisaldi è nata a Bologna nel 1966, dove attualmente vive e lavora. Fin dal suo esordio si è imposta all’attenzione della critica per la sua ricerca, lungo le linee di un sottile e disincantato gioco intellettuale, sviluppata tra gli intrecci di un lavoro multiforme per scelta di linguaggio e per i diversi media utilizzati. È passata dal disegno al video, dall’installazione alla fotografia e alla scultura. Eva Marisaldi parte ogni volta dal dato ambientale per costruire un percorso strutturato sul piano fisico e/o linguistico, costruendo mostre in cui l’artista sembra voler accompagnare lo spettatore nell’osservazione dell’opera, suggerendo scelte o al contrario limitandole con ostacoli. In questo modo il tema delle modalità di funzionamento del potere, la dicotomia tra libertà e obbligo, l’ineluttabilità della scelta e l’analisi delle ripercussioni sociali e civili che tutto ciò comporta, vengono trasposti dal piano contenutistico a quello formale dell’opera. Con l’evolversi della sua ricerca artistica, Eva Marisaldi è passata a popolare i suoi ambienti di personaggi che non sono più solo spettatori, ma sue stesse creazioni, testimoni di una gestualità bloccata e di volizioni illusorie. Pur prive di incanto, le opere di Eva Marisaldi testimoniano un gesto artistico che innesca il romanticismo, non di una deriva sentimentalista ma di quelle forme di cinismo costruttivo che possono farci guardare al reale senza darlo per scontato.

Alcune delle mostre a cui ha partecipato sono: Galleria Massimo Minini, Brescia (2020); Kunsthalle, Vienna; Estorick Collection, Londra (2019); MAMBO, Bologna (2018); Center for Contemporary Art Prishtina, Kosovo (2014); Fondazione Sandretto, Torino (2013); MIMA, Middlesbrough, Newcastle (2012); Triennale di Milano (2006); Galerie Meert – Rihoux, Bruxelles (2005); Art unlimited, Atene; Galleria Massimo Minini, Brescia (2004).

Eva Marisaldi è nata a Bologna nel 1966, dove attualmente vive e lavora. Fin dal suo esordio si è imposta all’attenzione della critica per la sua ricerca, lungo le linee di un sottile e disincantato gioco intellettuale, sviluppata tra gli intrecci di un lavoro multiforme per scelta di linguaggio e per i diversi media utilizzati. È passata dal disegno al video, dall’installazione alla fotografia e alla scultura. Eva Marisaldi parte ogni volta dal dato ambientale per costruire un percorso strutturato sul piano fisico e/o linguistico, costruendo mostre in cui l’artista sembra voler accompagnare lo spettatore nell’osservazione dell’opera, suggerendo scelte o al contrario limitandole con ostacoli. In questo modo il tema delle modalità di funzionamento del potere, la dicotomia tra libertà e obbligo, l’ineluttabilità della scelta e l’analisi delle ripercussioni sociali e civili che tutto ciò comporta, vengono trasposti dal piano contenutistico a quello formale dell’opera. Con l’evolversi della sua ricerca artistica, Eva Marisaldi è passata a popolare i suoi ambienti di personaggi che non sono più solo spettatori, ma sue stesse creazioni, testimoni di una gestualità bloccata e di volizioni illusorie. Pur prive di incanto, le opere di Eva Marisaldi testimoniano un gesto artistico che innesca il romanticismo, non di una deriva sentimentalista ma di quelle forme di cinismo costruttivo che possono farci guardare al reale senza darlo per scontato.

Alcune delle mostre a cui ha partecipato sono: Galleria Massimo Minini, Brescia (2020); Kunsthalle, Vienna; Estorick Collection, Londra (2019); MAMBO, Bologna (2018); Center for Contemporary Art Prishtina, Kosovo (2014); Fondazione Sandretto, Torino (2013); MIMA, Middlesbrough, Newcastle (2012); Triennale di Milano (2006); Galerie Meert – Rihoux, Bruxelles (2005); Art unlimited, Atene; Galleria Massimo Minini, Brescia (2004).

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    Ritratto
    Eva Marisaldi
    Eva Marisaldi, Eva Marisaldi
    Credit: Galleria Massimo Minini
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