Anna-Bella Papp | Alina Vergnano

A cura di Maria Chiara Valacchi

Opening Martedì 12 Novembre, 2019, 18:30
La mostra prosegue fino al 12 Gennaio 2020

Secondo quanto enunciato dallo stoicismo, la realtà è un ente formato dalla sommatoria di due componenti: superficie e profondità. Alla superficie era attribuita “la realtà incorporea, quella degli eventi, degli espressi e del possibile divenire”, la rivelazione di qualcosa di tangibile. Nelle profondità, invece, si ritrovavano gli stati dell’essere, “dell’unione dei corpi, uniti in un grande fuoco, stanti in un solo presente”. Nella relazione tra queste due entità e nel crine del pregiudizio che valorizza infondatamente le tematiche della profondità a scapito delle altre – come analizzato dal filosofo francese Gilles Deleuze – si sviluppano le ragioni teoriche e poetiche che congiungono il lavoro delle artiste Anna-Bella Papp e Alina Vergnano; una sottigliezza duale tramite la quale, in maniera differente ma complementare, fendono la materia dando vita ad una conversazione di superfici e segni.

Anna-Bella Papp (Chisineu-Cris, Romania, 1988 – vive e lavora a Bruxelles, Belgio), utilizza piccole lastre di argilla cruda sulle quali l’essenzialità del gesto impresso, sovente, induce l’attenzione sulla purezza della superficie materica stessa; volti, corpi, paesaggi e dettagli architettonici in bassorilievo si alternano ad aniconici segni geometrici come curve, scanalature e salti di quota di Scarpiana memoria, creando un inventario linguistico dal gusto minimalista e senza tempo. Piccole azioni costruttive di addizione, disgiunzione e sottrazione, unite ad accorgimenti chiaroscurali, segnano le formelle monocromatiche e restituiscono l’opera come un oggetto aperto, dove imprimere velocemente la fragilità di un pensiero.

L’astrazione di Alina Vergnano (Torino, 1989 – vive e lavora a Götheborg, Svezia), parte da un equilibrato incastro di trame informali e layers grafici per arrivare a un’essenzialità di matrice emotiva; i suoi media che spaziano dalle tele in lino e cotone senza imprimitura ai tessuti semitrasparenti, sono popolati da accenni di volti, corpi e linee morbide che narrano di mondi onirici sospesi in sfondi neutrali, spesso lasciati al grezzo. I supporti accolgono segni in acrilico, pastello a olio e carboncino lasciando talvolta a vista anche il telaio di supporto, elemento che conferisce una valenza scultorea all’accezione bidimensionale del lavoro.

Nel loro incontro, pittura e scultura, creano un racconto univoco e si perdono in uno scambio di sussurri estetici intercambiabili e necessari l’uno all’altra.

Un ringraziamento speciale a Modern Art London per la collaborazione.

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