Riguardo la mostra

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di annunciare la mostra Scultura #1 Mattiacci Nunzio Termini che inaugura il 23 novembre e segna il primo di una serie di appuntamenti dedicati alla creazione di un dialogo tra scultori, che impiegano diverse modalità di espressione.

Negli spazi della galleria milanese le opere dei tre artisti, che sono stati coinvolti in prima persona in tutte le fasi di ideazione, costruzione e allestimento della mostra, pur mantenendo integra la loro individualità spiccata, discorrono e colloquiano coinvolgendo il pubblico in una inedita conversazione a tre voci.

Eliseo Mattiacci (Cagli, PS – 1940), Nunzio (Cagnano Amiterno, AQ – 1954) e Giovanni Termini (Assoro, EN – 1972), provengono da esperienze diverse, hanno compiuto e stanno compiendo percorsi dissimili, eppure, le rotte del loro fare scultura, le loro mete, i loro cammini ammettono una possibilità di incontro dove il senso del procedere dell’uno si nutre delle esperienze dell’altro, dove lo scambio prevede disponibilità e capacità di lettura di un pensiero ancora in corso, che non si limita al solo incontro ma che si spinge oltre, determina un territorio, un luogo di possibile sovrapposizione e, naturalmente, di dialogo. Ed è proprio questa idea di scultura in grado di intervenire nello spazio, modificandolo, alterandolo e vivificandolo che accomuna e lega i tre artisti, i cui lavori si insinuano sino ad assorbirlo e a diventarne parte, annullando la distanza che li separa ed avviando una sorta di alchimia che prevede che l’opera faccia proprio il territorio che la circonda.

Di ciascun artista sono esposte sculture da terra e da parete, alcune delle quali realizzate appositamente per la mostra. Eliseo Mattiacci presenta un’importante opera della metà degli anni Novanta: Tempo globale e una sua “elica” Dinamica Verticale del 2013, insieme a una carta dei primissimi anni Ottanta della serie Dechirages. Di Nunzio sono invece esposte tre opere inedite: oltre ad una carta realizzata per la mostra, l’artista presenta una grande colonna in legno combusto e pertanto di un intenso, impalpabile colore nero, ed un’opera in piombo su legno che si distingue per la sua silente opacità e per la morbida docilità del materiale. Giovanni Termini invece presenta una scultura in cemento del 2015 intitolata Tentativo di ripresa e Stretta all’angolo, anch’essa del 2015, un’opera in acciaio e neon che si dilata e si estende nello spazio della galleria, che pare inclinarsi ed assecondare le esigenze della scultura, che lo trasforma in modo irreversibile e ne modifica la percezione.

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di annunciare la mostra Scultura #1 Mattiacci Nunzio Termini che inaugura il 23 novembre e segna il primo di una serie di appuntamenti dedicati alla creazione di un dialogo tra scultori, che impiegano diverse modalità di espressione.

Negli spazi della galleria milanese le opere dei tre artisti, che sono stati coinvolti in prima persona in tutte le fasi di ideazione, costruzione e allestimento della mostra, pur mantenendo integra la loro individualità spiccata, discorrono e colloquiano coinvolgendo il pubblico in una inedita conversazione a tre voci.

Eliseo Mattiacci (Cagli, PS – 1940), Nunzio (Cagnano Amiterno, AQ – 1954) e Giovanni Termini (Assoro, EN – 1972), provengono da esperienze diverse, hanno compiuto e stanno compiendo percorsi dissimili, eppure, le rotte del loro fare scultura, le loro mete, i loro cammini ammettono una possibilità di incontro dove il senso del procedere dell’uno si nutre delle esperienze dell’altro, dove lo scambio prevede disponibilità e capacità di lettura di un pensiero ancora in corso, che non si limita al solo incontro ma che si spinge oltre, determina un territorio, un luogo di possibile sovrapposizione e, naturalmente, di dialogo. Ed è proprio questa idea di scultura in grado di intervenire nello spazio, modificandolo, alterandolo e vivificandolo che accomuna e lega i tre artisti, i cui lavori si insinuano sino ad assorbirlo e a diventarne parte, annullando la distanza che li separa ed avviando una sorta di alchimia che prevede che l’opera faccia proprio il territorio che la circonda.

Di ciascun artista sono esposte sculture da terra e da parete, alcune delle quali realizzate appositamente per la mostra. Eliseo Mattiacci presenta un’importante opera della metà degli anni Novanta: Tempo globale e una sua “elica” Dinamica Verticale del 2013, insieme a una carta dei primissimi anni Ottanta della serie Dechirages. Di Nunzio sono invece esposte tre opere inedite: oltre ad una carta realizzata per la mostra, l’artista presenta una grande colonna in legno combusto e pertanto di un intenso, impalpabile colore nero, ed un’opera in piombo su legno che si distingue per la sua silente opacità e per la morbida docilità del materiale. Giovanni Termini invece presenta una scultura in cemento del 2015 intitolata Tentativo di ripresa e Stretta all’angolo, anch’essa del 2015, un’opera in acciaio e neon che si dilata e si estende nello spazio della galleria, che pare inclinarsi ed assecondare le esigenze della scultura, che lo trasforma in modo irreversibile e ne modifica la percezione.

Dettagli della mostra
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