T-Yong Chung: The subject as space

Opening 16 Settembre 2019, ore 18.30

La mostra proseguirà fino al 2 Novembre 2019

Nella cultura orientale la rimozione e la cancellazione rappresentano gesti e dettagli costruttivi. Quel vuoto dovuto alla negazione e al consumarsi del tempo indica spazio per il nuovo. È un’azione rivolta al futuro e alla sua costruzione, quella che T-yong Chung propone in questa prima personale presso la galleria Renata Fabbri. “Cancello le immagini per bilanciarle con il vuoto. Rispettando le origini per ritrovare un altro spazio”, dice l’artista. Un’indicazione legata agli elementi spazio-temporali che, in maniera sottile e bloccata nella contemporaneità in cui l’artista sud-coreano agisce, rimandano a un’estetica in bilico tra quella classica, che T-yong restituisce come tributo all’Italia, il paese in cui, da più di dieci anni, vive e lavora, e quella concettuale in cui la figura scompare, lasciando però un segnale nel proprio spazio. T-yong è infatti riconosciuto per i volti figurativi realizzati in materiali diversi – qui per la prima volta riuniti e mostrati insieme a opere inedite, realizzate appositamente per la personale nella galleria milanese – che danno corpo a personaggi legati alla classicità greca e romana, in dialogo con quelli più contemporanei appartenenti alla cultura europea, che fanno parte della quotidianità e dell’esperienza personale dell’artista. Questi busti, realizzati in gesso, ceramica, resina, cera e bronzo, hanno la peculiarità di un taglio netto, realizzato a mano, su un lato del volto. Si tratta di uno sguardo al futuro, di una traccia da colmare. La stessa traccia che l’artista indica al fruitore attraverso opere su carta in cui l’impronta di oggetti delinea frammenti visivi di qualcosa che è passato. La mostra è fatta di sculture, calcografie e un’installazione realizzata con una tenda stampata sempre con il torchio calcografico: dettagli di un percorso denso e strutturato negli ultimi anni di lavoro che viene qui mostrato, in maniera sintetizzata e nuova, teso a creare un percorso di tematiche e materiali diversi. Anche l’importanza della luce in ogni opera ha la stessa funzionalità del taglio: delinea quelle forme nette dove il tempo si è fermato, per poi riprendere a scorrere interagendo con un presente attivo.

Rossella Farinotti

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T-Yong Chung è nato a Tae-gu, Corea del Sud, nel 1977 e vive e lavora a Milano. Ha studiato Scultura Ambientale all’Università di Seoul, in Corea del Sud e ha conseguito la laurea magistrale in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Tra le recenti mostre personali si segnalano: Stanze – Odes to the Present, Keats-Shelley House, Roma (2019); Contatto, 74/b & Milan Printmakers, Milano (2018); Lavinia, Fonderia Artistica Battaglia, Milano (2017); Holy concrete, Surplace, Varese (2016); Odyssey in Italy, OTTO ZOO Gallery, Milano (2015); GOLDEN#ROOM, Santa Reparata International School of Art, Firenze (2013). Le recenti mostre collettive includono: BienNoLo (La Biennale d’Arte Contemporanea di Nolo), Ex Laboratorio Panettoni G. Cova, Milano (2019); Giardino Fernanda Wittgens, Cittadella degli Archivi, Milano (2019); Appocundria, Casa Testori, Novate Milanese (2019); Saluta i tuoi Amici, Verde, Studio Eemyun, Milano (2018); Empatie/Contaminazioni, Fabbrica del Vapore, Milano (2018); Art Site Fest, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Castello Cavour, Torino (2018); Il Volto che Cambia, MIDeC Museo Internazionale del Design Ceramico, Laveno Mombello (2017); The Short Analysis of Uncertainty, Suseong Artpia, Daegu (2017); Bronze in Now, Fonderia Artistica Battaglia, Milano (2017); Field Meeting Take 4, Solomon R.Guggenheim Museum & Asia Society, New York (2016); Gangjeong Contemporary Art Festival, The ARC, Taegu (2016); Distances, Galerie Escougnou-Cetraro, Parigi (2015); Titolo. L’edito inedito, C.O.S.M.O, Milano (2015); The Art of Living, Triennale di Milano (2015).